Che cosa ricordiamo il 21 settembre

La Giornata internazionale della pace nasce nel 1981 con una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Dal 2001 viene celebrata ogni anno il 21 settembre come giornata dedicata alla nonviolenza e al cessate il fuoco. Non è soltanto una data simbolica: è un invito a riconoscere che la pace richiede scelte, relazioni e responsabilità condivise.

Il tema ufficiale scelto dall’ONU per il 2026 è “Invest in Peace — For Everyone, Everywhere, Every Day”: investire nella pace, per tutti, ovunque, ogni giorno. La parola importante, per la scuola, è forse proprio ogni giorno.

Perché conta davvero in classe

Con i bambini parlare di pace non significa affidare loro il peso dei conflitti degli adulti. Significa offrire parole per comprendere, fare spazio alle domande e allenare competenze molto concrete: ascoltare senza interrompere, esprimere un disaccordo senza ferire, chiedere aiuto, riparare dopo un errore, accorgersi di chi resta ai margini.

La pace non coincide con l’assenza di conflitto. In una classe viva le differenze emergono. L’obiettivo non è far tacere il dissenso, ma imparare ad attraversarlo senza trasformare l’altro in un nemico.

Una conversazione in tre passaggi

  1. Partiamo dalle immagini: che forma, colore o suono avrebbe la pace?
  2. Torniamo alla realtà: quando in classe ci siamo sentiti ascoltati?
  3. Scegliamo un investimento: quale piccolo gesto possiamo ripetere per una settimana?

Le risposte possono essere scritte, disegnate, dette a voce oppure indicate tra alcune immagini. La partecipazione non deve dipendere dalla capacità di scrivere una frase perfetta.

Se la pace fosse un’abitudine della nostra classe, da quale gesto quotidiano comincerebbe?

Fonti istituzionali: Nazioni Unite — International Day of Peace ↗; Risoluzione 36/67 del 1981 ↗; Risoluzione 55/282 del 2001 ↗.